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Accompagniamo alla porta il 2013, anno di transizione e di leggera ripresa, con una considerazione per il futuro che, peraltro, avevamo anticipato in tempi non sospetti quando il colosso Cessna ha deciso di entrare a gamba tesa, con tutto il peso del suo nome e della sua storia, nel nuovo e appetibile mercato dell’aviazione leggera. Lo ha fatto con il C162 “Skycatcher”, forse il flop più emblematico degli ultimi anni, un flop che si è consumato lo scorso mese con l’annuncio della definitiva sospensione del programma. Il motivo? Più semplice di quanto si possa immaginare: l’aereo era totalmente fuori dal mercato, unico giudice inappellabile sulla validità dei prodotti e soprattutto delle scelte progettuali e industriali; non è sufficiente essere un colosso dell’aviazione per capire cosa vogliono i piloti o, peggio, per imporre una scelta sbagliata, “vecchia”. Lo scrissi senza giri di parole appena l’aereo fu presentato: a parte l’allucinante color melanzana del prototipo, l’aereo era semplicemente “brutto”, con un interno tristissimo che ricordava le vetture americane degli anni ’70. E un aereo “brutto” non si vende. Una serie incredibile di incidenti durante i voli di collaudo, con due prototipi persi nelle prove di vite e i piloti collaudatori che si sono dovuti lanciare con il paracadute, e la scelta folle di produrre in Cina e assemblare negli USA con i primi esemplari inguardabili anche a livello di finiture, hanno poi fatto il resto con ordini disdetti a centinaia e l’inevitabile rinuncia. Alla base di un simile risultato scelte industriali incapaci di confrontarsi con il frammentarsi del mercato in nicchie super specializzate, le nicchie che hanno riportato a nuova vita il leggendario Piper Cub con i top sellers Legend e Carbon Cub e con il Savage Cub che comincia a farsi conoscere; incapaci di confrontarsi soprattutto con una concorrenza moderna e innovativa. Abbiamo voluto accostare nelle immagini due prodotti della stessa categoria, stessa mission, stesso peso, stessa fascia di prezzo: il Cessna Skycatcher e l’italiano Tecnam P2008; il primo già fuori produzione, il secondo con lista di attesa per le consegne e con una versione certificata EASA che va a ruba presso le scuole di volo di tutta Europa. E senza entrare in discorsi tecnici anche un profano, semplicemente con uno sguardo, capisce il perché.

Altro flop sul quale ragionare quello dei VLJ, i VeryLight Jet che avrebbero dovuto rivoluzionare il trasporto personale veloce proponendo il fascino e le prestazioni del Jet, sia pure con un solo motore, a tutti quei professionisti e alle piccole aziende che non potevano prendere in considerazione i bizjet da alcuni milioni di dollari; dopo che si sono immaginati i cieli del mondo intasati da orde di Personal Jet venduti a cifre contenute, ci si è resi conto che le limitazioni operative e di affidabilità, il costo dei programmi di sviluppo e l’assenza di interesse commerciale erano ostacoli insuperabili, capaci di fermare un programma ambizioso come quello del Diamond D-Jet. Oggi il solo programma Cirrus Vision sta andando avanti, ma la reale risposta del mercato è ancora un punto interrogativo, è tutta da verificare. Il futuro, insomma, è solo di chi riesce a interpretare il mercato, innovando e non imponendo, a maggior ragione nel campo dell’aviazione leggera che nei prossimi anni sarà sempre più ampio, e che già oggi è la nuova aviazione generale in tutto il mondo.

Chiudiamo con una anticipazione su VS Volo Sportivo 2014: la nuova veste della rivista è stata il punto di svolta per una crescita che non si misura solo nell’aumento delle copie vendute, ma soprattutto in forma e contenuti. Raccogliendo e valutando le numerose richieste ricevute dai lettori in soli tre mesi di “nuovo corso”, abbiamo deciso di migliorare ulteriormente la rivista sia nella qualità di stampa che nei contenuti. Da Gennaio 2014 VS amplierà gli argomenti trattati (ma non ci occuperemo mai di aviazione di linea e militare) e cambierà in parte il format: con il nuovo anno abbiamo infatti deciso di sospendere la pubblicazione mensile dei listini di vendita (che saranno presenti comunque sul sito internet www.volosportivo.com) dando così più spazio ai servizi, alle prove in volo e ai reportage, e di incrementare la nostra presenza in rete con due novità che sono ormai in “corto finale”. Sarà un grande 2014, buon anno a tutti!

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