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Le novità di AUVSI 2014: il mini drone di Lockheed Martin e l’invasione degli “ibridi”

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Flyparty 2014 Ancora un BF!

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L’aspetto caratteristico con le doppie bolle posteriori ne hanno fatto un’icona del volo idro e, oggi, un ricercato aereo d’epoca. Degli oltre 3.000 esemplari prodotti molti sono ancora in volo dopo una carriera intensa in ambito militare e civile; quello [...]

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Loehle Aircraft 5151 Mustang I-5151, Danny Boy 2: un ultraleggero storico

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È difficile ammettere di non saperci spiegare un fatto, è più facile non crederci, se non è capitato proprio a noi. Ma, se ci capita, il rimedio è semplice: basta dare spiegazioni fantasiose. Qui però lasciamo perdere le fantasie e [...]

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Rapporto invormativo 2013 (ANSV) Gli incidenti in Italia – aprile-maggio 2014

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La foto di Matteo Renzi a bordo dell’aereo è di www.faxonline.it

In via del tutto eccezionale pubblico con qualche giorno di anticipo l’editoriale di Giugno, dedicato alla visita del Presidente del Consiglio Renzi a un’azienda aeronautica di Monopoli che pare vada per la maggiore, presente ovunque sui media, che sembra abbia venduto già 70 aeroplani e che ha ricevuto contributi da ogni dove. Tutto bellissimo, ma il mondo imprenditoriale aeronautico è altra cosa, o meglio: è soprattutto altro. Il Presidente del Consiglio che si spende per l’aviazione, se non erro, appartiene allo stesso partito, il PD, cui appartiene Cuperlo, quello dei 600 jet privati da oltre 35 milioni di euro appartenenti ad altrettanti evasori, numeri inesistenti, bugie dette in prima serata e mai smentite. Non ne posso più di leggere e ascoltare fandonie e balle galattiche, se la politica si deve spendere per l’aviazione smetta di prenderci in giro e lo faccia per tutto il comparto, che è leader mondiale da alcuni anni nel settore dell’aviazione leggera e che impiega qualche migliaio di persone, facendo vivere centinaia di famiglie, contribuendo al PIL e pagando fior di tasse. Senza ricevere aiuti o contributi da nessuno. Questo editoriale è stato inviato ieri sera, per il tramite dell’On. Simona Bonafé, al Premier Matteo Renzi  (rb)

 

Matteo: perché non vai in visita da Tecnam, ICP e Pro.Mecc?

C’è un’azienda aeronautica a Monopoli, della quale non riesco a ricordare il nome, forse perché non è italiano, forse perché da loro, pur dirigendo la principale rivista italiana di volo, non ho mai avuto alcuna notizia, che pare vada per la maggiore e alla quale auguro di cuore ogni successo. Un’azienda che viaggia su una corsia preferenziale tutta italiana, fatta di sostegni politici e di immagine mediatica: due ragazzi, magari anche simpatici, che nel nostro mondo nessuno ha mai visto (o meglio uno di loro l’ho incontrato tre anni fa a Friedrichshafen e di aerei sapeva molto poco, ma questo non è un problema), e che sono presenti dalla mattina alla sera su tutti i media italiani; in prima serata più volte da Corrado Formigli, da Bruno Vespa, a Radio24 da Minoli, su tutti i quotidiani, presentati come la nuova “eccellenza italiana”. Meraviglioso, è proprio quello di cui ha bisogno il nostro settore per essere rilanciato e ancora, di cuore, auguro loro ogni successo. L’immagine, grazie senza dubbio al loro mentore, la sanno promuovere bene, visto che Monopoli è da tempo la tappa obbligata di una incredibile processione ben organizzata di politici, da Letta a Mauro, alla Pinotti, e ora anche il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, quel ragazzo in cui molti oggi vedono l’ultima possibilità per la ripresa del paese, morale, economica ed etica. E appoggi ne  devono avere tanti se il loro aereo è stato presentato in giro per il mondo sulla portaerei Cavour, con una incredibile matricola militare falsa sulla fusoliera (MM0001). Ma va bene anche questo. Quello che va meno bene è il fatto di ascoltare e leggere proclami che spesso sono distanti dalla verità, e che forse sono parte della campagna di immagine che evidentemente è necessaria per vendere un aereo al doppio del valore di mercato (si parla di 250.000 euro con il Rotax 100 hp, il doppio del Pilgrim). Ad esempio, nell’articolo a firma Severino Salvemini su corriere.it leggo:

“prima immaginavano di produrre oggetti di design in fibra di carbonio, ma Luciano ricorda dai suoi studi che vicino a Treviso abita un certo Bepi Vidor (non sembra la sceneggiatura di un film?), «mito dell’aeronautica» che si diverte a progettare velivoli, e chiede a lui ispirazione. A quel punto Vidor li convince e si passa al business degli aerei. Nasce un aereo con la caratteristica esteticamente vincente di avere i due posti di comando uno dietro all’altro, come i Mig da caccia di Top Gun, Ray Ban a specchio e giubbotto di pelle inclusi”

Suggestivo, ma non è vero: i due simpatici ragazzi non hanno progettato un aereo in tandem perché convinti da Vidor, anzi: non hanno progettato nulla. Ho incontrato Bepi Vidor qualche anno fa, poco prima che la malattia avesse ragione di lui, ed era estremamente critico sull’operazione Millenium, l’aereo in carbonio biposto in tandem copiato senza la sua autorizzazione dal suo progetto originale e realizzato dalla piemontese Compact Compositi, poi fallita. L’azienda di cui parliamo ancora non esisteva. Di quell’aereo abbiamo seguito lo sviluppo (e le peripezie, incluso un grave errore di posizionamento dell’ala) sin dal primo volo, effettuato da Maurizio Cheli. Questi due ragazzi si sono limitati, quattro anni fa, a stipulare un contratto di collaborazione con Compact Compositi, ma non hanno progettato o inventato assolutamente nulla, al punto che lo stesso aereo è prodotto anche in Lituania da Pilgrim, che aveva rapporti commerciali con Compact Compositi, con un livello di qualità molto elevato, oltre che con le modifiche aerodinamiche e strutturali che si sono rivelate necessarie, dal longherone monolitico alla fusoliera allungata per migliorare la stabilità. Ma Bepi Vidor, che conoscevo dal 1993 e che non ha mai incontrato o convinto questi due ragazzi, è morto e non può dire come la pensava. Lo faccio io. E a Matteo Renzi a questo punto mi sento in dovere di fare una accorata richiesta: visto che presta la sua immagine e il suo peso politico a un settore come quello del volo, perché non va anche a visitare Tecnam, che gli aerei da sempre li progetta, che ha più di 100 dipendenti che da 20 anni fa solo aeroplani (più di 4.000) venduti in tutto il mondo? Perché non va da ICP che ha numeri solo di poco inferiori e che ha venduto migliaia di aerei e kit? O da Alpi Aviation, 40 dipendenti e 750 aerei venduti? E se vuole restare in Puglia perché non va a visitare Pro.Mecc che, pur essendo un’azienda giovane, ha 20 dipendenti e ha prodotto in pochi anni 130 aeroplani veri, che si vedono davvero in giro, con i quali voliamo? Sosterrà l’intero settore e non solo “un’eccellenza”. E i due simpatici ragazzi?  Spero proprio che i loro proclami di crescita stratosferica si avverino realmente; ma, per favore, in futuro lasciate stare i grandi del volo, specie se si tratta di persone dello spessore morale e tecnico del grande Bepi Vidor e se, purtroppo per tutti noi, oggi non ci sono più.

Rodolfo Biancorosso

rbiancorosso@volosportivo.com

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