L’EDITORIALE DI MARZO – RAPIDITÀ DI DECISIONE E SICUREZZA VOLO: UNA PROPOSTA PER ANSV

Gran parte degli incidenti che accadono, leggeri o gravi che siano, e dei quali ci occupiamo, sono imputabili al fattore umano, l’anello più debole della catena di eventi. Una debolezza che, come scrivo da anni, è insita nella nostra natura, e dalla quale nessuno è potenzialmente immune, neanche i più preparati e i più esperti. Esempi, anche recenti, ce ne sono quanti ne volete, a partire da alcuni gravi incidenti dello scorso anno accaduti a macchine in perfetta efficienza, sino al recentissimo crash dello “spazioplano” di Virgin Galactic (articolo a pag. 54) che sembra sia stato causato da una inspiegabile manovra di uno dei due test pilot, espertissimo e preparato come nessun altro. Ebbene, dopo una serie di illazioni delle prime ore sul nuovo combustibile sperimentale utilizzato per il motore a razzo, sono bastati pochi giorni per analizzare i primi dati e per comunicare in chiaro che all’origine del catastrofico cedimento strutturale c’era molto probabilmente una manovra di sblocco manuale del sistema di coda mobile da parte del pilota che ha poi perso la vita. Pochi giorni per “sapere”, anche se l’indagine va avanti e ci vorrà qualche mese per un primo report completo (qualche mese, non qualche anno!). Una rapidità di intervento che porto a esempio di mentalità vincente, anche se lo spazioplano è molto lontano dal volo di tutti i giorni. Eppure NTSB ha ritenuto di informare prima possibile gli appassionati, perché è il suo dovere, la sua missione. La burocrazia e i tempi lunghi sono l’esatto opposto della sicurezza volo: ogni volta che accade un incidente di volo, sui forum e sulle mailing list si scatenano discussioni spesso basate sul nulla, a volte su pochi elementi concreti, altre con descrizioni dettagliate; questo brainstorming non fa altro che rispondere al desiderio di informazione che hanno tutti coloro che volano, in primis con i velivoli dello stesso tipo, ma anche coloro che semplicemente vogliono sapere prima possibile perché è accaduto un incidente e se da questo incidente emerge la necessità di verifiche o attenzioni particolari. Perché non sempre è un uomo a sbagliare, e se ci fosse qualcosa di tecnico che non ha funzionato all’origine di un incidente i piloti hanno il diritto di saperlo prima possibile. Esempio? La rapidità di intervento della CAA neozelandese e della CASA australiana nel mettere a terra i Robinson 44 dopo un incidente mortale che sembrava accaduto per cedimento in volo del rotore principale (pag. 41); decisione presa il 21 Febbraio, giorno dell’incidente, e revocata il 24 Febbraio dopo che un’analisi immediata della pala aveva dimostrato che la rottura era conseguente all’impatto e non avvenuta in volo. Una decisione che implica una forte assunzione di responsabilità essendoci in ballo non solo le vite umane, ma anche gli interessi della casa costruttrice e, ad esempio, di tutti coloro che con il 44 fanno lavoro aereo.

Ecco, quello che oggi ci manca è la tempestività di un’informazione ufficiale, e di rapide decisioni in tutti i casi nei quali ci sia da emettere avvisi ai piloti. Lo scorso 21 Settembre l’incidente a Francesco Fornabaio ha profondamente colpito l’intero mondo del volo e oggi, a cinque mesi di distanza, non sappiamo nulla sulle cause, nonostante a bordo vi fossero due videocamere. In una situazione simile NTSB, che ha mezzi quasi infiniti, avrebbe già chiuso l’inchiesta e pubblicato i risultati. Ma va anche detto che nel DNA del National Transportation Safety Board c’è la necessità di fornire un’informazione più tempestiva possibile. Il che, ancora una volta, significa assumersi responsabilità, quello che in Italia tutti tendono a evitare sino a che proprio non è possibile farne a meno, ma sempre in tempi eccessivamente lunghi, magari con la scusa e l’ostacolo della burocrazia. E, sia chiaro, non mi sto riferendo ad ANSV, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo, che fa quello che può con i fondi continuamente tagliati e in perenne mancanza di personale. Ma proprio ad ANSV lancio una proposta, quella di istituzionalizzare una sorta di “comunicazione breve in corso di inchiesta” che, come accade in tutto il mondo, informi prima possibile, anche solo con i pochi dati certi subito acquisiti e senza suggerire conclusioni anticipate, sui principali punti emersi dalle prime indagini. Una sorta di “stiamo lavorando per voi” che serva a fermare illazioni e teorie fantasiose, e che in caso di anomalie riscontrate le metta in luce prima possibile. Penso che una simile iniziativa non richieda ulteriori investimenti o personale, ma solo la volontà di realizzarla.

Lo stesso discorso vorrei che si applicasse al volo leggero, al VDS. L’ipocrisia di stabilire che ANSV non se ne debba occupare è stata più volte spiegata e a mio avviso va superata; sta di fatto che ci vorrebbero, oltre alle nuove deleghe, maggiori risorse, forse il vero punto critico. E così, oggi, quando accade un incidente tutto finisce nel nulla, sempre e comunque, con inchieste affidate a periti esperti in infortunistica stradale, con magistrati che a volte in assoluta buona fede consentono di distruggere i velivoli per il recupero, impedendo poi analisi tecniche essenziali, con indagini che si perdono negli anni e nel nulla anche quando, come nel caso dell’incidente accaduto a un deltaplano a motore nuovo e utilizzato in volo di trasferimento, il pilota muore per un cedimento in volo documentato e ad anni di distanza ancora non si è saputo perché, se per difetto di costruzione, difetto del materiale, o per interventi sulla struttura non autorizzati. Un danno per tutti, anche per il costruttore di quelle ali che nel frattempo ha praticamente smesso di venderle. La questione delle indagini sugli incidenti VDS è più seria di quanto si possa immaginare e va assolutamente affrontata, non fosse altro che per affidare le inchieste a periti aeronautici con esperienza del settore, e per consentire una circolazione di informazioni di sicurezza, quando necessario, in tempi rapidissimi. Volo Sportivo sta elaborando una proposta in tal senso che vorremmo vedesse ANSV coinvolta, anche se ciò dovesse significare la necessità di un intervento politico per fornire all’Agenzia nuove deleghe, personale e risorse. Già, alla fine sono arrivato a nominare la “politica” e immagino il vostro sorriso amaro. Eppure la “politica” dovrebbe servire anche a questo…

Rodolfo Biancorosso – rbiancorosso@volosportivo.com


Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

CATEGORIE:
TAG: