L’EDITORIALE DI FEBBRAIO – EUROPA: LA DISFATTA

L’Unione Europea, nata come splendido ideale di pace e cooperazione, oggi si è trasformata in una malattia incurabile contro la quale alcuni medici “senza frontiere” si stanno battendo ad armi impari, anche nel campo del volo.

Aprile 2013, ho ospitato con piacere un profetico editoriale di Gérard David, presidente del Groupement français de l’Hélicoptèr e presidente onorario dell’Aero Club di Méribel, intitolato “Viva l’Europa. Sì, ma la nostra, non la loro”, che denunciava una serie di provvedimenti presi in ambito EASA da superburocrati europei, emeriti incompetenti, che siedono a Bruxelles, a Strasburgo e a Colonia, per giunta pagati a peso d’oro. Superburocrati che: “stanno rovinando la vita ai piloti in nome della sicurezza con leggi scellerate e mortificanti, probabilmente con l’unico scopo di vedere un giorno tutti i piloti a terra con i velivoli ben picchettati, il massimo della sicurezza. Cosa fare? Ribellarsi subito, e ribellarsi per vincere. Uniamoci tutti, piloti, funzionari, politici e appassionati, e seguiamo l’esempio dei nostri amici inglesi che non hanno aderito né al trattato di Schengen né all’euro, e che si fanno beffe di noi che ancora seguiamo le folli imposizioni dei burocrati che siedono a Colonia e a Bruxelles. Viva l’aviazione generale e l’Europa, sì, ma non la loro, la nostra”.

Quanti di voi hanno letto quell’editoriale immaginando un vecchietto con un glorioso passato di pilota cui ormai non resta che bofonchiare sulle riviste di volo per avere un po’ di visibilità? Quanti hanno letto solo le prime righe? Ebbene, quell’editoriale era profetico e tutti gli appassionati italiani di aviazione se ne sono resi conto lo scorso Dicembre con l’entrata in vigore delle oscene regole SERA (una per tutte: il piano di volo obbligatorio da trasmettere almeno un’ora prima del decollo per essere autorizzati a passare in una qualsiasi zona controllata), e con i primi contraccolpi amari sull’attività di volo, con piloti respinti e non autorizzati a impegnare un CTR, alcuni dei quali hanno fatto l’unica cosa che era prevedibile: spenta radio e trasponder, pancia a terra, sono rientrati ai loro campi. È questa la sicurezza che vuole l’Europa e che in Italia vuole ENAC, che ha emanato norme semplicemente inapplicabili? Gli inglesi, quelli citati da Gérard David, hanno fatto un ennesimo liberatorio, e sonoro, pernacchio all’Europa e alle SERA, con una motivazione ineccepibile: “contrarie all’interesse dei piloti”, e hanno scelto una soluzione di semplice buonsenso, quella della breve comunicazione radio. Punto. In Italia oggi si sta lavorando alacremente e si stanno ottenendo risultati concreti (anche questi paradossali, se va bene si tornerà alla situazione preesistente), ma la riflessione amara è che i risultati sono il rimedio, impegnativo e ancora una volta burocratico, a un pasticcio europeo. Risultati che si otterranno anche perché sono bastati 10 giorni di applicazione rigorosa per far capire a ENAC che quanto aveva disposto era inapplicabile (e in ENAC ora c’è una fretta mai vista di chiudere la questione prima possibile, e prima che qualcuno si faccia male nel primo “incidente SERA”). Per tutto questo dobbiamo ringraziare persone che io immagino come “medici” che stanno combattendo contro un bubbone purulento per salvare la comunità dei piloti. In testa a tutti Rinaldo Gaspari, Presidente di AOPA Italia, ma anche il presidente di AeC Catania Stefano Arcifa, e due piloti, Giacomo Gazzotti e Roberto Ragazzoni, che spendono parte del loro tempo a vantaggio di tutti noi, spulciando norme e regolamenti e trovando possibili vie di uscita onorevoli per tutti. È indispensabile aiutarli, sia con il sostegno ad AOPA, sia con il contributo personale che ognuno di voi pensa di poter dare, anche se minimo. Mai come adesso il destino è nelle nostre mani e mai come in questa occasione gli enti che regolano il volo hanno ascoltato la voce degli utenti, che deve essere sempre più forte, e non solo da queste pagine.

Per quanto riguarda poi l’Europa intesa come comunità, ne ho un’idea pragmatica e disincantata: quello che era inizialmente uno splendido ideale di unione oggi è solo uno strumento per gestire il potere finanziario e il suo controllo, incidendo su intere economie nazionali senza rispettarne le caratteristiche e le identità. I precedenti governi greci avranno pur falsato malamente i bilanci, ma la vera Europa non avrebbe mai dovuto mettere un intero popolo in ginocchio, e se lo ha fatto ha dimostrato la miopia dell’arroganza, la stessa con la quale Mario Monti ha polverizzato l’economia italiana “per il nostro bene”. Scrivo il 26 gennaio, proprio mentre la Grecia festeggia un nuovo governo dichiaratamente antieuropeo. Non credo che Tsipras possa realmente uscire dall’Europa, dovrà in qualche modo scendere a patti, ma è anche lui un “medico” che prova a incidere il bubbone infetto, prima che contagi tutti. E non crediate che parlare di politica e di situazione generale sia fuori argomento su una rivista di volo: se abbiamo un ente europeo come il mostro burocratico EASA, le cui leggi sono platealmente scritte da incompetenti, al punto che gli Stati che proteggono i loro piloti le rifiutano, è perché siamo tutti in “questa Europa” che non è la nostra. Almeno, non è la mia.

Rodolfo Biancorosso – rbiancorosso@volosportivo.com


11 commenti su “L’EDITORIALE DI FEBBRAIO – EUROPA: LA DISFATTA

  1. Carlo scrive:

    Direttore, in anni “non sospetti”(frequentavo ancora l’Istituto Tecnico) io mio compagno di studi era tenace sostenitore di una Europa Unita ed io no! Passati gli anni(purtroppo tanti) quando si annunciò Unione europea espressi gli stessi dubbi che trovarono conferma non appena di incominciò a parlare di eliminare il “il formaggio di fossa”ed anche il forno a legna per la pizza ebbe i suoi problemi…che al momento non so se siano stati risolti. Le prime quattro righe dell’ultimo capoverso del tuo editoriale mi trovano perfettamente in linea con la tua idea. Non era e non è “questa” l’Europa che vogliamo!

  2. Luigi Mojoli scrive:

    Ci fu l’illusione che i nostri vizi sarebbero stati corretti da norme europee. Abbiamo invece aggiunto la dissennata burocrazia europea alla nostra. Ora siamo doppiamente stranieri in casa nostra. Credo che nemmeno mio fratello che vive a Londra possa rendersi conto di come siamo messi male.

  3. marco faggioli scrive:

    <caro Rodolfo
    grazie anche a te per tutto quello che stai facendo per cercare di risolvere i problemi creati da questi incompetenti(non uso nessun altro aggettivo per educazione ).
    Spero che unendo tutte le forze interessate,cosa mai successa prima,si possano ottenere presto dei risultati positivi
    Grazie
    Marco

  4. La situazione legislativa europea è ancora peggiore di quanto si possa immaginare. Ormai il Consiglio d’Europa (che fastidio dover usare le maiuscole…) è di fatto una struttura di stampo totalitario, e troppe persone non lo sanno. Utilizziamo ogni possibile strumento a nostra disposizione per difenderci. Anche un contributo modesto, se attuato però da molte persone, può fare la differenza.

  5. Vorrei aggiungere che un mio amico avvocato mi ha informato che in Commissione Europea c’è un apposito ufficio, abbondantemente finanziato, che da alcuni ANNI disquisisce sulle modalità costruttive degli sciacquoni (sì, proprio quelli),allo scopo di regolamentarne il progetto e la produzione. Ditemi se questa non è follia.

    • Volo Sportivo scrive:

      Caro Giuseppe, è la stessa follia che ha messo al bando i tostapane doppi, quelli per due fette, che misura i cetrioli e le vongole. Confermo ciò che ho scritto: “oggi è solo uno strumento per gestire il potere finanziario e il suo controllo, incidendo su intere economie nazionali senza rispettarne le caratteristiche e le identità”.

      Ma Tsipras e Varoufakis sono già stati invitati a Mosca da Putin… ci sarà da ridere se Mosca apre una linea di credito verso la Grecia

  6. rodolfo de vita scrive:

    Caro direttore, intanto io, te e tutti gli altri siamo in questa europa anche se spesso abbiamo da ridire. fai bene a protestare energicamente per le storture che hai notato specialmente nel settore di nostro interesse ma fai ancora meglio quando indichi la via per uscirne. Se le persone che hai indicato (AOPA ed altri) si stanno dando da fare per portare degli elementi migliorativi a quanto è stato fatto, è dovere di tutti noi piloti, simpatizzanti e semplici appassionati, sostenerli e condividerne le battaglie. Se in altri stati le cose vanno meglio è solo perché sono meglio organizzati e allora, organizziamoci anche noi sostenendo chi lavora seriamente. Solo facendo così anche al di fuori del mondo del volo, sarà possibile migliorare le condizioni di tutti.

    • Volo Sportivo scrive:

      Hai colto il punto, possiamo solo fare due cose: denunciare la situazione e farla conoscere, ma subito dopo indicare le vie di azione. Queste ultime sono per molti risibili e “strette” ma praticabili.
      Fa semmai rabbia che come nel caso delle SERA siano state emanate norme in molti punti inapplicabili, scritte da uffici legali europei i cui dirigenti e funzionari sono pagati a peso d’oro. Noi non possiamo far altro che non cedere, almeno a livello di diffusione delle idee (rb)

  7. gianfranco vecchiarelli scrive:

    caro direttore , ho letto e riletto il tuo articolo,noi non siamo in una comunitaà europea noi siamo in una vera dittatura che controlla tutto anche quello che è incontrollabile . speriamo che non arrivino a controllare la frequenza delle minzioni perchè essendo io un prostatico per limiti di età, potrei finire in galera per sovraproduzione di …urina !! a parte la triste ironia anch’io mi iscriverò alla aopa sperando di poter dare il mio fattivo contributo. una cosa è certa io volerò finchè il mio fisico lo permetterà a costo di trasformare il mio tranquillo storm in un temibile caccia bombardiere ! con affetto antico vgf

    • Volo Sportivo scrive:

      Caro Gianfranco,
      purtroppo le burocrazie elefantiache sono state debellate in genere solo da eventi traumatici, lo dice la storia. Ma quel poco che possiamo fare lo facciamo ben volentieri.
      Appuntamento a Castiglione, la diuresi la stimoleremo con il Morellino di Scansano!
      Rod

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