L’EDITORIALE DI OTTOBRE – CORRIERE DELLA SERA, DISINFORMAZIONE IN PRIMA PAGINA

Lunedì 22 Settembre ho scritto un editoriale su tre giorni da dimenticare: sabato cade a Vigevano a seguito di un passaggio basso un velivolo d’epoca, il Procaer F15 Picchio, due morti. Domenica perde la vita Francesco Fornabaio con lo Sbach Xtreme 3000. Lunedì cade un Diamond DA-20 con a bordo un istruttore e un allievo. In tre giorni una sequenza impressionante che ha coinvolto tre velivoli di Aviazione Generale, controllati e curati maniacalmente, con professionisti ai comandi. Una sequenza che mi ha fatto ragionare su fattori ancora oggi poco considerati, e su possibili soluzioni e punti di attenzione. Ne parlerò il prossimo mese, perché martedì 23 leggo basito il principale quotidiano italiano, il Corriere della Sera; in prima pagina sotto il titolo un incredibile, lunare, lancio con la foto del vecchio Extra 300 di Francesco Fornabaio: “Incidenti aerei – Cinque vittime in 72 ore: gli ultraleggeri sono sicuri?”. E a pag. 26 il giornalista Alessio Ribaudo ci mette il carico. Occhiello: “Ultraleggeri – Cinque vittime in tutto” e il titolo: “Pochi controlli, i mini aerei sotto accusa”. E per essere sicuri che tutti i lettori abbiano capito, nel testo, dopo l’elenco di incidenti: “Una serie di incidenti che apre una riflessione sulla sicurezza degli ultraleggeri in Italia”. Ma come si possono scrivere simili bestialità? Come può il primo quotidiano italiano macchiarsi con una simile immagine di sciatteria comunicativa? E la cosa è più grave: se su un settore tecnico ben preciso come quello dell’aviazione vengono scritti, come fossero verità assoluta, simili svarioni, quale sarà la reale credibilità del primo quotidiano italiano su politica, esteri, economia, cronaca e vita civile?

Sull’incompetenza, anzi sull’ignoranza, dei giornalisti (e non solo italiani) per tutto ciò che riguarda l’aviazione si discute ormai da anni, eppure in Italia qualsiasi aeroplano abbia la sfortuna di essere coinvolto in un incidente è “un ultraleggero”. L’associazione “ultraleggero-incidente” funziona, fa vendere, fa il titolo. E purtroppo fa disinformazione virale perché i giornalisti e i collaboratori stampa dei quotidiani di provincia, locali, dei quotidiani on line, quelli che raggiungono capillarmente decine di migliaia di persone, si sentono autorizzati a scrivere senza informarsi e senza verificare di cose che non sanno, con l’oscena giustificazione “così fan tutti”. Incidente? Basta dire che è caduto un “ultraleggero” anche se ha due turbojet, 6.000 kg al decollo, sei posti ed è pressurizzato. Da tempo molti di noi rispondono in tempo reale, scrivono ai direttori, alle redazioni e ai giornalisti, chiedono rettifiche che spesso non arrivano, quasi fosse una lotta persa. E forse lo è davvero se il primo quotidiano italiano affida un articolo di così forte impatto, con lancio in prima pagina, a un giornalista che del settore non sa nulla, ma che si ritiene sia almeno un professionista, che sappia quali siano le regole sacre del giornalismo. Ho parlato con Alessio Ribaudo a lungo, gli ho spiegato l’enormità delle inesattezze scritte e lui mi ha risposto che quando gli è stato commissionato l’articolo è andato a vedere subito l’archivio ANSA e ha letto di decine di incidenti accaduti a ultraleggeri. E l’associazione oscena “ultraleggero-incidente” ha folgorato anche lui. Gli ho spiegato cosa è il mondo dell’aviazione generale, cosa sono gli ultraleggeri e cosa si capisce da quello che ha scritto, chiedendo una rettifica almeno sulla sua pagina Facebook che è stata inondata da centinaia di commenti indignati di piloti, alcuni sin troppo veementi. Nulla di tutto questo, si è limitato a scrivere di essere dispiaciuto delle polemiche e, testuale: “Non ho scritto una sillaba o lasciato intendere alcunché sulle cause dell’incidente di Francesco Fornabaio. Ho scritto anzi che era un campione di fama internazionale”. Sulla bestialità sbattuta in prima pagina, che cioè in cinque sono morti perché volavano su ultraleggeri che non sono controllati, perché è questo che ha capito chi legge, non una sola parola. Per la serie “glissiamo, che domani si parla d’altro”. Il fatto che si criminalizzi un settore nel quale operano migliaia di appassionati e che dà lavoro a migliaia di persone (Ribaudo lo sa che la prima azienda produttrice di velivoli leggeri al mondo è italiana, che esistono decine di scuole di volo con centinaia di addetti, che esistono officine specializzate, centri volo, avioresort?) non può più essere tollerato.

È per questo che ho riscritto l’editoriale e che ho chiesto una rettifica (inviata insieme al Presidente di AOPA Italia) al direttore del Corriere De Bortoli, al condirettore Fontana, a Ribaudo e per conoscenza all’Ordine dei Giornalisti, insieme all’invito a scrivere del VDS (per i giornalisti che leggono: “gli ultraleggeri”) e dell’Aviazione Generale parlandone con professionisti, facendo capire a tutti di cosa si tratta: un settore che rischia di essere messo in ginocchio dalle menzogne e dalla sciatteria della stampa disinformata, un settore mosso dalla passione, con importanti risvolti economici, che in Italia potrebbe crescere almeno di 10 volte come accaduto all’estero, e che cura la sicurezza come principale aspetto, più di quanto la curi, ad esempio, una qualsiasi azienda nel settore delle vacanze in crociera.

Rodolfo Biancorosso – rbiancorosso@volosportivo.com


5 commenti su “L’EDITORIALE DI OTTOBRE – CORRIERE DELLA SERA, DISINFORMAZIONE IN PRIMA PAGINA

  1. marina tosi scrive:

    Sono seza parole. Semplicemente stupendo.
    Bravo bravo bravo!!!
    Un abbraccio
    marina

  2. Mario Verdiani scrive:

    L’ignoranza è la “virtù” più apprezzata al giorno d’oggi!

  3. Mauro scrive:

    Dobbiamo impegnarci tutti a fare buona e corretta informazione. Anche chi non è un giornalista o un professionista della stampa.
    Usiamo la rete e speriamo che i quotidiani innondati di menzogne vadano presto in pensione assieme a tutti i giornalisti corruttibili che non raccontano mai la verità dei fatti.

  4. Aldo Gentili scrive:

    GRAZIE..
    grazie per la chiarezza, per l’impegno e la competenza utilizzati per contrastare la disinformazione e la superficialità e rendere giustizia alla verità.

  5. Gaetano D'ANDREA scrive:

    Povera Nazione dove la normalità è Schettino a dare lezioni sulla gestione del panico ed il Com.te De Falco ad essere demansionato. Dove un giornalista chiede al suo barbiere le notizie.
    RIBAUDO torni immediatamente a scuola…C…o!!!!!

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