SEDICENNI E NOVANTENNI A VOLTE SI INCONTRANO

Giuseppe, il capo progetto, ha 16 anni e l’aria un po’ timida, ma quando inizia a parlare nella sala riunioni della Camera di Commercio di Rieti, di fronte ad autorità, dirigenti, giornalisti e tanti ragazzi, dimostra in poche stringate parole di avere le idee chiarissime. E con lui le hanno chiare anche Giuseppe, Alex, Matteo, Fabio, Adriano, Alex, Federico, Antonio e Rita. Sono tutti studenti dell’ITS “Celestino Rosatelli” di Rieti, istituto tecnico intitolato al celebre progettista italiano, quello del CR.42, per capirci, e sono i responsabili di logistica, controllo, costi e organizzazione, progettazione, strutture in legno, strutture metalliche, montaggio, parte informatica e comunicazione del progetto di ricostruzione del caccia CR.1. Quello vero.

Il FIAT CR.1 ha novanta anni appena compiuti, visto che Celestino Rosatelli, nato a Belmonte a un tiro di schioppo da Rieti, lo progettò per il concorso caccia del 1922 e che il primo volo avvenne con ogni probabilità nel 1923. È un aereo storico per più di un motivo: innanzitutto perché un CR.1 ha ottenuto la matricola militare m.m.0001 essendo stato il primo velivolo adottato dall’Aeronautica Militare come forza armata, ma anche perché nel 1925, ai comandi dell’asso Mario de Bernardi, stabilì il record mondiale di velocità sui 500 km alla media di 254 km/h; un bell’andare per un biplano e per quegli anni. E non è tutto, perché il CR.1 è anche il “nonno” delle Frecce Tricolori avendo equipaggiato il 1° Stormo Aeroplani da Caccia basato a Campoformido (articolo “Quelli del primo” VS Marzo 2013) presso il quale si costituì la prima pattuglia acrobatica. Oggi questo biplano piccolo e grintoso è entrato nella leggenda perché nessun esemplare è sopravvissuto. Sembra pazzesco dirlo, ma l’Aeronautica Militare non ha il suo primo aeroplano.

Da queste considerazioni è partito Luigi Aldini che conosciamo non solo come pilota di aliante acrobatico, ma soprattutto in veste di costruttore del Falco serie V, un esemplare unico che è anche il più bel Falco mai costruito. Luigi, entusiasticamente supportato dalla dirigente dell’Istituto Daniela Mariantoni, ha proposto la creazione di una vera e propria “azienda” all’interno della scuola, con la mission di ricostruire da zero un aereo che oggi non esiste più, come replica assolutamente fedele all’originale per mantenerne intatto il valore storico, così come si fa in tutto il mondo. È iniziata così una delle più belle avventure degli ultimi tempi, un incontro reale tra scuola e mondo del lavoro, ma soprattutto un esempio di “contaminazione” fra passione e lavoro. Ognuno dei responsabili dei singoli settori coordina un gruppo di collaboratori e tutti i ragazzi hanno assunto un impegno nel tempo; la loro esperienza di lavoro (quattro anni previsti per la realizzazione) sarà certificata dalla scuola. Il che vuol dire che una volta diplomati, o laureati, si potranno presentare alle aziende con un curriculum che include, ad esempio, l’esperienza di responsabile del controllo o delle strutture di un velivolo ricostruito e portato in volo. È questa la scuola che serve, e vorremmo che davvero il mondo del lavoro, specie nei settori di nicchia che offrono possibilità spesso neanche conosciute dai ragazzi, entrasse di prepotenza nelle scuole, creasse competenze ed esperienze reali, spendibili. Il progetto CR.1 è partito: lo storico Gregory Alegi ha ottenuto gratuitamente da Alenia Aeronautica i disegni originali che sono stati digitalizzati, l’istituto ha già allestito il laboratorio con i banchi di lavoro e il piano in bolla per gli scali di fusoliera e ali, l’Arch. Angelo Pastore è stato incaricato dalla Federazione CAP di seguire gratuitamente i lavori per ottenere il rilascio del “Permit to Fly”, e mentre leggete queste note è in fase di avvio la realizzazione dei longheroni della fusoliera. Volo Sportivo seguirà e sosterrà anche materialmente questa impresa, e l’aereo, dopo i collaudi, volerà per alcuni anni in occasione di eventi e manifestazioni, per essere poi donato al Museo AM di Vigna di Valle. In un’Italia umiliata dalla politica più sciatta e dalla burocrazia più ottusa dell’intero mondo civile, una notizia come questa è il mio migliore augurio di buon anno a tutti voi.

Rodolfo Biancorosso


Un commento su “SEDICENNI E NOVANTENNI A VOLTE SI INCONTRANO

  1. Carlo d'Agostino scrive:

    Quasi un sogno, sono uno dei tre autori (Fulvio Chianese e Roberto Bassi)del libro citato “Quelli del Primo” ed il CR 1 è fotograficamente presente in molte delle immagini del libro ed ho imparato a riconoscerlo prima ed a conoscerlo poi e non vedo l’ora di vederlo in volo…Ripeto, un sogno e faccio i più vivi auguri ai ragazzi del l’istituto Rosatelli ed a chi li aiuta i più calorosi auguri di buon lavoro.

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